2 years ago
Daniel Barenboim: “Carmen musica dell’anima”.

“E’ molto latina? certo, sono latino anch’io. Anzi italiano”.
Maestro, complimenti: alla primina di venerdì la sua Carmen è piaciuta moltissimo.
«Davvero? Beh, sono d’accordo: è piaciuta moltissimo anche a me».
Daniel Barenboim è di umore eccellente. Si vede che il consueto problema «last minute» immancabile a ogni prima della Scala, in questo caso la febbre che ha impedito a Jonas Kaufmann (foto aa lato) di cantare il 4 e mette a rischio il suo don José di oggi, non è così drammatico.
Kaufmann ci sarà?
«Credo proprio di sì».
Se non dovesse farcela, ributterete in scena il giovane Riccardo Massi come venerdì o cambierete tenore?
«Questa è una domanda che non si deve fare e cui, se viene fatta, non si deve rispondere. Scriva così: se Kaufmann non canta don José, lo canto io».
Cambiamo argomento. Da Fazio in tivù lei ha avuto un successo personale.
«Non mi sono ancora rivisto. Ma il merito è di Fazio».
Un minuto di silenzio per la crisi alla prima della Carmen alla Scala.
Gli orchestrali, come già successe nel 2007 per commemorare gli operai morti alla Thyssen di Torino, entreranno nella buca e per un minuto resteranno in piedi in silenzio prima dell’inno nazionale in onore del presidente Napolitano.
Quest’anno la prima della stagione lirica alla Scala di Milano si aprirà con un minuto di silenzio pensando alle aziende in crisi e alle difficoltà che vive il mondo del teatro. Gli orchestrali, come già successe nel 2007 per commemorare gli operai morti alla Thyssen di Torino, entreranno nella buca e per un minuto resteranno in piedi in silenzio prima dell’inno nazionale in onore del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e delle note di Carmen diretta da Daniel Barenboim per la regia di Emma Dante.
Scala, prima senza sfarzo. «Solidarietà ai cassintegrati».

In coda per gli ultimi biglietti della «Carmen» diretta da Barenboim. Presidi di lavoratori e centri sociali.
Gli ingredienti ci sono tutti: sobrietà e cultura, mondanità e solidarietà, il presidente della Repubblica e i cassintegrati, le luminarie di Natale, l’attesa e il minuto di silenzio. Pronti per la Carmen, la prima di Sant’Ambrogio. Con un pensiero a chi sta perdendo il lavoro: «È giusto - conferma il sindaco Letizia Moratti - coniugare iniziative importanti come quelle della Scala a gesti di riflessione». Appuntamento alle 18 con l’opera di Bizet diretta da Daniel Barenboim. Ma prima, gli orchestrali resteranno in piedi per 60 secondi «a supporto dei lavoratori colpiti dalla crisi e, al tempo stesso - spiega una nota firmata dalla rappresentanza sindacale aziendale e da Cgil, Cisl, Uil e Fials - per ricordare quello che sta accadendo nei nostri teatri senza un adeguato sostegno pubblico».
2 years ago
Per Sant’Ambrogio. Anteprima alla Scala, stasera la “primina” della Carmen.
No del Teatro alle delegazioni delle aziende che volevano leggere un messaggio sulla crisi.
Anteprima dei giovani venerdì alle 18, alla Scala, che svelerà per la prima volta al pubblico, tre giorni innanzi l’inaugurazione di Sant’Ambrogio, i segreti della «Carmen» del Sud messa in scena da Emma Dante e diretta da Daniel Barenboim. I biglietti, circa 1800, sono stati messi in vendita al prezzo di 10 euro lo scorso 3 novembre (duemila euro il costo di un posto in platea il 7 dicembre), e sono andati esauriti in pochi minuti, tra le richieste di chi si era accampato sin dalla notte di fronte alla biglietteria in via Filodrammatici. Il sito del teatro registrava oltre ottomila richieste in un quarto d’ora.
2 years ago
Teatro. Al Parenti la prima mondiale di ‘Zio Vanja’ con la regia di Konchalovsky.

Sarà Milano a ospitare la prima mondiale di “Zio Vania” di Anton Cechov, per la regia di Andrei Konchalovsky. Lo spettacolo, che andrà in scena in lingua originale con sottotitoli in italiano al Teatro Franco Parenti da venerdì 20 a domenica 22 novembre, è stato presentato questo pomeriggio dall’assessore alla Cultura, Massimiliano Finazzer Flory, assieme al direttore del Teatro Parenti Andrèe Ruth Shammah e al regista russo Andrei Konchalovsky.“Milano si afferma città delle anteprime – ha detto Finazzer Flory -. E’ stato messo a punto un piano strategico fino al 2011 che porterà in città una serie di prime cinematografiche, teatrali, di danza e legate all’arte contemporanea. Zio Vania è un grande inizio”.“A 150 anni dalla nascita di Cechov e 105 dalla sua morte portare in scena Zio Vania significa anzitutto continuare a dare vita al grande scrittore e drammaturgo russo – ha aggiunto l’assessore -.
2 years ago
Milano a New York. A maggio l’inaugurazione e da luglio i primi eventi della nuova sede della Triennale che aprirà a New York, sulla 53esima strada. Ma non solo, perchè Milano si prepara ad avviara un vero e proprio gemellaggio con la Grande Mela che prevederà un patto sull’arte del Novecento, sul teatro, sul design e non ultimo lo sbarco, probabile, del Tribeca Film Festival di Robert De Niro nel capoluogo lombardo. (Servizio di Emilia Trevisani per C6 tv.)
Milano in festa per il caro amico Giorgio Gaber. Dal 25 novembre al 14 dicembre.

Al via dal 25 novembre al 14 dicembre la III edizione di “Milano per Giorgio Gaber” con spettacoli, incontri, lezioni nelle scuole, dibattiti a ribadire il legame tra Milano e l’artista che quest’anno avrebbe festeggiato il 70esimo compleanno. Tra gli eventi Bisio in “Io quella volta lì avevo 25 anni”, la Crippa in “E pensare che c’era il pensiero”, “Se potessi mangiare un’idea” con Gioele Dix ed Enzo Iacchetti con “Chiedo scusa al signor Gaber”
Uno scritto inedito, tre spettacoli teatrali, i tributi di quattro grandi artisti, due incontri culturali e due nuovi progetti editoriali, sono gli eventi che compongono il cartellone di Milano per Gaber 2009, che conferma così la sua missione di mantenere vivo ed attuale il valore culturale dell’opera del Signor G.
2 years ago
Arriva la seconda parte di “Angel’s in America”.
La stagione Elfo Puccini di Milano si apre il 22 ottobre con “Angels in America parte II”, uno spettacolo di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani. Il progetto è nato dalla collaborazione di Teatridithalia ed Emilia Romagna Teatro Fondazione che hanno unito le forze per mettere in scena quest’epopea contemporanea, divisa in due parti, che intreccia le vite di uomini semplici e disarmati con quelle di angeli barocchi e narcisisti, di allucinazioni psicotiche che si fanno reali e di personaggi della recente storia degli States.
La prima parte, “Si avvicina il millennio”, andata in scena nel maggio del 2007, si è conquistata i maggiori riconoscimenti teatrali italiani: Premio ANCT (Associazione Nazionale Critici di Teatro) 2007, Premi Ubu 2007 a Elio De Capitani come Attore non protagonista e a Umberto Petranca come Nuovo attore under 30, Premio Hystrio alla regia 2008, Miglior regia e Miglior spettacolo di prosa ai premi Eti – Gli Olimpici per il Teatro 2008. Tony Kushner con “Angels in America” ha dipinto un inquieto ritratto della New York anni Ottanta, febbrile e onnivora, contenitore ideale delle inquietudini di un’epoca che abbraccia anche i nostri giorni: “L’incertezza diffusa, la crisi delle identità politiche, etniche, sessuali è il culmine di un processo e il preludio al suo andamento successivo. Per certi aspetti – è stato sottolineato dalla stampa italiana – rappresentare oggi la pièce ha quasi più senso di quanto ne avesse una decina di anni fa” … [continua]
2 years ago
Arriva “Dorian Gray” al Teatro Libero dal 21 al 27 ottobre.
Debutta il 21 ottobre e resterà in scena fino al 27, al Teatro Libero di Milano, lo spettacolo “Il caso Dorian Gray” liberamente ispirato al romanzo di Oscar Wilde.
Un grande autore (Giuseppe Manfridi) incontra un grandissimo attore e regista (Pino Micol) su un tema attualissimo: l’eterna giovinezza e l’eterna bellezza.
IL CASO DORIAN GRAY
di Giuseppe Manfridi
regia di Pino Micol
con Manuele Morgese
Tre personaggi e una sola storia che, per ragioni diverse, riguarda ciascuno di essi. Henry, Basil e Dorian. Sofisticato e fatuo come un vero dandy, il primo; morboso e solitario, il secondo; vanitoso e perfido il terzo, Dorian Gray, che nel romanzo di Wilde assurge a protagonista assoluto. In questa reinvenzione drammaturgica dell’opera, invece, il suo ruolo si equipara a quello degli altri due, in uno smontaggio della trama narrativa ripensata nei termini di un’indagine processuale. Al centro dell’inchiesta, un mistero dall’intreccio tanto articolato da non essere noto, nella sua interezza, a nessuno dei tre. Henry, Basil e Dorian si avvicenderanno, così, in una serie di deposizioni corrispondenti ad altrettante visioni dei fatti. Tre punti di vista che, congiunti, offriranno allo spettatore la chiave di questo formidabile enigma, teatralmente concep,ito come una virtuosistica partitura per attore solista. L’incalzare del ritmo, sempre più marcato nel passare da un movimento all’altro, è tale da far maturare una suspense imprevista, e le atmosfere gotiche in cui matura la vicenda finiranno ben presto con l’assumere i connotati di un noir senza precedenti. Giuseppe Manfridi.
L’eterna bellezza, la giovinezza dalla pelle liscia conservata per sempre, il corpo esentato dagli insulti del tempo; le brutture destinate a tutti gli uomini indistintamente, trasferite in un quadro, unica vittima dell’infernale clessidra. Sogno faustiano di impossibile realizzazione e per questo almeno per una volta, concepito e vagheggiato da chiunque, appunto come sogno. E se succedesse? Quali terrori, quali compromessi estremi, quali baratri di incubi senza risveglio? Difficile raccontare l’impossibile; il genio di Wilde tenta di raccontare i diabolici eventi; Manfridi impavido cerca di andare oltre e di scavare nell’anima dei protagonisti dell’evento inimmaginabile; Manuele ed io tentiamo di esorcizzare le paure legate all’evento spaventoso giocando a riproporlo in teatro, unico luogo in grado di reggere l’impossibile, unico luogo in cui un attore, impasto di realtà e sogno diventa uno e tre personaggi confrontandoli, diventando ora l’uno ora l’altro, senza aver paura di presentare la verità di ognuno come la verità assoluta; sempre e comunque in bilico fra lucidità e follia. Pino Micol
2 years ago
Teatro della Cooperativa. La stagione si è inaugurata con un matrimonio lesbico.
Stanno insieme da 21 anni, convivono da 18 (in compagnia di diciannove gatti, tengono a precisare). Nadia è nata poco lontano dal teatro, e anche Luisa è milanese, ma da tempo abitano insieme a Cassano d’Adda, dove lavorano come decoratrici. Sono entrambe biondo platino, molto spiritose, e venerdì sera si sono sposate al Teatro della Cooperativa di via Hermada 8 (accanto al titolo, lo scambio degli anelli). Era il primo appuntamento dell’iniziativa “Matrimoni gay” ideata dal direttore artistico della compagnia Renato Sarti, come provocazione e reazione alle violenze omofobiche delle ultime settimane. A coinvolgerle è stata l’amica Maurizia, ufficio stampa del gruppo teatrale. È lei a spiegarci che, da quando la notizia dell’iniziativa ha cominciato a girare, piano piano le richieste stanno cominciando ad arrivare. E cosa ha convinto le due spose ad accettare? “È giusto che ci sia la possibilità di farlo – ci spiega Nadia - dopodiché ciascuno può scegliere. E poi siamo tutti uguali, non vedo perché a noi il matrimonio dovrebbe essere vietato.” Luisa ha un punto di vista più sfumato: “Non credo nel matrimonio, ma ho scelto di farlo perché mi sembra una causa giusta”. Il matrimonio arriva al termine di una lunghissima serata che vede la presentazione dell’imminente stagione teatrale del gruppo, il che instilla in noi un vago sospetto di mossa pubblicitaria. Sospetto che decidiamo di ignorare, anche perché il livello delle esibizioni è molto buono, e ovunque si respira un’aria di forte impegno sociale, di amore per la cultura popolare e rispetto per ogni tipo di diversità. La cerimonia in sé, come del resto preannunciato, è molto scherzosa, ai limiti della goliardia. La celebra lo stesso Renato Sarti, nei panni caricaturali di Papa Pacelli, personaggio da lui già interpretato al fianco di Bebo Storti in un precedente spettacolo della compagnia. Il tono generale, a dire il vero, lascia un po’ perplessi: sarebbe stato bello e opportuno ricordare a tutti con qualche accenno di cronaca e politica perché un’iniziativa del genere si rende oggi necessaria. Anche in questo caso, però, è impossibile non apprezzare l’intento di fondo. Anche perché – ed è questo il dettaglio che più colpisce – il tutto si svolge davanti a una platea davvero insolita, almeno per chi è abituato a frequentare iniziative di interesse glbt. Un pubblico di periferia, numeroso e variegato, nel quale si notano molte persone anziane ed evidentemente distanti dal vissuto e dalle cause gay con cui chi vive nel centro della città ha più occasione di entrare in contatto. Ciò nonostante, tutti i presenti accolgono l’evento in un’atmosfera di assoluta empatia, e il bacio delle spose è accompagnato da un forte applauso. A conti fatti, è davvero bello, e perfino un po’ spiazzante, sapere che qualcuno di così lontano dal nostro mondo si preoccupa di portare questo tipo di messaggio in territori tutto sommato inesplorati. L’evoluzione della società passa anche da aperture come questa. (Gay.it)

