2 years ago
Nuova Idea, le ruspe già in azione.
Ne avevamo già parlato domenica, ma probabilmente nessuno si aspettava una simile accelerata nel corso degli eventi.
Si tratta della vicenda che vede un braccio di ferro fra il Comune di Milano e La Nuova Idea, il più antico locale gay di Milano. Per chi non la conoscesse, si tratta di una discoteca unica nel suo genere: da un lato discoteca e dall’altro una vera e propria balera con tanto di orchestra di liscio. Anche la frequentazione è alquanto variopinta e spazia da gay ed eterosessuali a travestiti e transessuali: da qui la possibilità di vedere scene che difficilmente si vedono altrove, come nonnine che ballano il liscio in coppia con dei transessuali o giovani coppie che volteggiano per la pista ballando un valzer.
Mercoledì potrebbe essere l’ultimo giorno di vita della cascina settecentesca che da trent’anni ha ospitato il locale. Il Comune, infatti, ha deciso l’esproprio per costruire al suo posto una strada che rientra nel discusso piano di riqualificazione urbana del progetto Garibaldi-Repubblica. Curioso anche come l’edificio subito adiacente al locale verrà risparmiato.
Molto curioso anche l’iter legale della vicenda. Tutto ha avuto inizio un anno fa quando il Comune ha notificato l’esproprio al proprietario dell’edificio. Questi fa ricorso al tar che, dopo aver negato per due volte la sospensione del provvedimento, fissa l’udienza di merito a novembre, data in cui verrò presa una decisione definitiva. Nel frattempo la proprietà fa appello presso il Consiglio di Stato per discutere la legittimità delle sospensioni negate. In questo caso la camera di consiglio viene fissata per il 9 ottobre (ossia venerdì prossimo). L’amministrazione comunale decide di non aspettare il pronunciamento della giustizia amministrativa e si presenta alla Nuova Idea lunedì 28 settembre per occupare i locali e procedere alle demolizione. Dopo la richiesta da parte dei gestori di avere un po’ più di tempo per organizzarsi, l’appuntamento viene rimandato a mercoledì 7 ottobre (ovvero domani nonché due giorni prima del pronunciamento Consiglio di Stato.
Ieri il consigliere comunale Milly Moratti è andata a visitare la struttura ed ha dichiarato: «La Nuova Idea non è solo un edificio, ma una funzione storicamente consolidata, che lascerà quindi la città orfana di un pezzo importante. Proverò a parlarne oggi stesso in consiglio comunale». Nel frattempo il sito della discoteca invita la comunità gay, lesbica e transessuale milanese a presenziare mercoledì mattina, a partire dalle 8, in via De Castillia 30, orario in cui dovrebbe arrivare la forza pubblica per dare inizio all’occupazione.
Il locale, comunque, non morirà con i suoi muri: i gestori ipotizzano nell’immediato una specie di tour itinerante di 3 o quattro mesi presso una serie di altri locali, in attesa di trovare una nuova sede fissa. (Gayburg)
2 years ago
Chiude la sede storica della Nuova Idea.

Qualche ora fa, alle 4 in punto, si è conclusa quella che potrebbe essere l’ultima serata organizzata nell’attuale sede della Nuova Idea. Si tratta di una discoteca abbastanza atipica, a partire dalla sua stessa struttura che prevede la coesistenza una sala dedicata al ballo liscio posta a lato di una sala di discoteca con tanto di gabbie per i cubisti. Particolare è anche la frequentazione: nonostante la presenza di gay ed etero, la Nuova Idea è da qualche decennio un vero e proprio punto di riferimento per transessuali e travestiti.
Sulle sorti della discoteca si sa poco o nulla. C’è il saluto ottimisti del dj che ha dato appuntamento a settimana prossima anche se non si sapeva ancora se in quella sede o in un altro luogo, e c’è la versione di molti frequentatori che sostengono di aver saputo da fonti certe che quella era l’ultima serata. I più informati ipotizzano che nelle prossime settimane verranno organizzate serate a tema presso altri locali, nell’attesa che venga identificata ed allestita una nuova sede. Inutile dire che l’apprensione fra gli avventori è molta, essendo la Nuova Idea una realtà praticamente unica sul territorio.
I soliti ben informati sostengono che i motivi della chiusura siano da ricondurre ad un mancato rinnovo dei permessi da parte del comune. Si ipotizza -ma senza prove è solo un’illazione- che il tutto sia dovuto all’estrema vicinanza del locale al nuovo palazzo della regione e che, quindi, non vi fosse spazio per un locale di quel genere all’interno del piano di riurbanizzazione della zona.
Ora non resta che aspettare per sapere come andrà a finire tutta la vicenda. (Gayburg)
