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2 years ago
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Scala, prima senza sfarzo. «Solidarietà ai cassintegrati».

Carmen Scala

In coda per gli ultimi biglietti della «Carmen» diretta da Barenboim. Presidi di lavoratori e centri sociali.

Gli ingredienti ci sono tutti: sobrietà e cultura, mondanità e solidarietà, il presidente del­la Repubblica e i cassintegrati, le luminarie di Natale, l’attesa e il minuto di silenzio. Pronti per la Carmen, la prima di San­t’Ambrogio. Con un pensiero a chi sta perdendo il lavoro: «È giusto - conferma il sinda­co Letizia Moratti - coniuga­re iniziative importanti come quelle della Scala a gesti di ri­flessione». Appuntamento alle 18 con l’opera di Bizet diretta da Da­niel Barenboim. Ma prima, gli orchestrali resteranno in piedi per 60 secondi «a supporto dei lavoratori colpiti dalla crisi e, al tempo stesso - spiega una nota firmata dalla rappre­sentanza sindacale aziendale e da Cgil, Cisl, Uil e Fials - per ricordare quello che sta acca­dendo nei nostri teatri senza un adeguato sostegno pubbli­co».

Il sostegno, invece, arriva dal sindaco: «Sicuramente ge­sti come questo hanno signifi­cato». Un minuto di silenzio. E contemporaneamente, fuori dal Piermarini, le proteste dei lavoratori degli enti lirici - Cgil, Cisl, Fials e Uil (presidio dalle 14.30) -, quelle dei Co­bas e della Cub con i rappre­sentanti dell’Alfa di Arese e dei centri sociali. La Carmen della crisi. Appel­li al basso profilo, qualche pro­messa di indossare abiti usati e neri. Vedremo, solo oggi si capirà se tutto questo rigore sarà osservato. Di certo c’è la scelta di understatement fatta dalla Scala: la regia di Emma Dante con pochi fronzoli e molto contesto sociale e la me­tamorfosi della cena di gala of­ferta dal Comune che diventa un buffet in piedi (per trecen­to invitati) nei ridotti del tea­tro. Il menu: carpaccio di sal­mone, tagliata di storione, tim­balli di riso, tortini di zucca e uno scrigno di funghi porcini serviti dal Caffè Scala.

Gli ospiti: il presidente Gior­gio Napolitano con la moglie Clio, il presidente del Senegal Abdoulaye Wade, l’ambascia­tore americano in Italia David Thorne, il ministro del Turi­smo Michela Vittoria Brambil­la, lo scrittore Dan Brown. Ci saranno anche i loggionisti che domenica mattina all’alba (e fino alle 19 circa) si sono messi in coda per uno dei 140 posti a 50 euro. Dopo una giornata campale, lunedì mattina alle 8 hanno risposto all’appello e solo alle 16 hanno potuto acqui­stare il biglietto. «Ma ne vale sempre la pena», dice Mariola, 71 anni con tempra d’acciaio e trolley porta-vivande. «Come sarà? Vedremo». Forse ha ra­gione il sindaco Moratti: «La prima è sempre inaspettata». (Il Corriere della Sera)

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