2 years ago
Per Sant’Ambrogio. Anteprima alla Scala, stasera la “primina” della Carmen.
No del Teatro alle delegazioni delle aziende che volevano leggere un messaggio sulla crisi.
Anteprima dei giovani venerdì alle 18, alla Scala, che svelerà per la prima volta al pubblico, tre giorni innanzi l’inaugurazione di Sant’Ambrogio, i segreti della «Carmen» del Sud messa in scena da Emma Dante e diretta da Daniel Barenboim. I biglietti, circa 1800, sono stati messi in vendita al prezzo di 10 euro lo scorso 3 novembre (duemila euro il costo di un posto in platea il 7 dicembre), e sono andati esauriti in pochi minuti, tra le richieste di chi si era accampato sin dalla notte di fronte alla biglietteria in via Filodrammatici. Il sito del teatro registrava oltre ottomila richieste in un quarto d’ora.
Niente paura per l’abbigliamento (ah! il sindaco Moratti è annunciato il 7 dicembre in abito Armani, credo sia una conferma): l’età postadolescenziale comprende sia quello che si sente alternativo e viene in blue-jeans, sia la vip in erba che si abbinda da gran soirèe. C’è un vestito per tutti. Per molti di loro sarà il debutto, ma sono in buona compagnia. Anche la regista di «Carnezzeria» e «Le pulle», la dura e pura Emma Dante, non aveva mai messo piede alla Scala prima di questa direzione, che dalle anticipazioni si annuncia intensa e spoglia dello stereotipo «cartolina da Siviglia» che sta appiccicato alla «Carmen». Esordienti sono anche le due cantanti protagoniste: Anita Rachvelishvili, una Carmen georgiana di 24 anni che nel suo paese ha anche «fatto la fame» prima di approdare all’Accademia della Scala (tra le precedenti Carmen scaligere figurano Shirley Verret, Fiorenza Cossotto e Giulietta Simionato) e Adriana Damato (Micaela).
Alla «prima» della Scala si «prepara» anche l’Opera di Roma, con una sorta di «controprogammazione mediatica », visto che ieri si sono susseguiti gli annunci che il 23 gennaio, con una regia del 1963 di Franco Zeffirelli, il «Falstaff» inaugurerà un teatro che «con Muti rivolteremo come un calzino», ha detto il consigliere Bruno Vespa. E il sindaco Gianni Alemanno ha anche annunciato la fine del commissariamento e l’arrivo come direttore musicale di Muti per il 2011, che aprirà quella stagione il 3 dicembre (proprio il giorno prima del 4) forse con il «Moise et Pharaon », opera già diretta alla Scala. Milano, del resto, risponde con un Abbado televisivo e giardiniere, nonché - indicano i rumors - , con la possibile indicazione di un futuro direttore musicale proprio di marca abbadiana, come Harding o Dudamel. Il quale sta trionfando a Los Angeles, tanto che il «New York Times» gli ha dedicato un’intera copertina, dove non c’era una parola di musica, ma si raccontava che a LA ora ci sono gli hamburger chiamati McDud!
Alla prima si preparano i sindacati, ma con contegno. Il 7 dicembre si terrà un presidio nazionale dei lavoratori delle fondazioni lirico sinfoniche in piazza della Scala dalle ore 14.30 alle ore 19. Gli obiettivi della mobilitazione sono il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro scaduto ormai da tre anni e «il necessario investimento pubblico nel settore della produzione culturale e dello spettacolo». Ieri, inoltre, una delegazione dei Cub di aziende in crisi come Alfa Romeo e Maflow, è andata alla Scala di Milano per chiedere di leggere un messaggio per sensibilizzare il pubblico sulla loro situazione prima dell’apertura del sipario del 7 dicembre. Proposta respinta al mittente. Per il 7, confermata la presenza di Napolitano e dei presidenti di Senegal, Togo e Turchia. Per il governo ci saranno i ministri Bondi e Brambilla. Confermato anche il buffet dell’anno di crisi: invitati in piedi nei due ridotti e «delizie» preparate dal Caffé Scala, la mensa di casa: carpaccio di salmone e tagliata di storione, timballi di riso e tortino di zucca, scrigno di funghi porcini e salame d’oca, «minicotolette » (!) milanesi e, per finire, bavarese di marroni e sformato di panettone. Niente cibi «ispirati» all’opera, niente McCarmen! Forse è meglio. Degli anni scorsi si è salvato lo spumante Bellavista. (Pierluigi Panza - Il Corriere della Sera)
